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…una fredda goccia di sudore gli solca la schiena. I peli sul suo braccio si rizzano. E’ freddo per essere ferragosto! Pochi passi prima faticava a respirare per l’afa e ora vorrebbe solo coprirsi con una felpa. Non ha tempo per pensare. Prima risolve il problema dell’auto e prima potrà andare all’ospedale da sua moglie Erica. Ormai avrà già partorito…
“C’è qualcuno in casa?”
Continua a bussare senza risposta.
“Ho bisogno d’aiuto con la macchina. Mia moglie sta partorendo in ospedale.”
Le luci nella casa si spengono. Il silenzio giace attorno infastidito dal cuore di Andrea, che tambura all’impazzata. Il freddo diventa ancor più pungente. Si abbraccia cercando di scaldarsi col vapore che esce dalla bocca. Continua a scrutare la porta con speranza. Si apre. Scricchiola pian piano. Soltanto buio dietro.
“Grazie a Dio! Pensavo-”
Una mano rugosa, pallida esce dall’oscurità dietro la porta. Gli fa cenno di avvicinarsi.
Dalla finestra vede se stesso. Gli occhi sgranati e increduli
davanti a tale scena sono pregni di lacrime di pioggia. Nello sgomento totale ha perso il tempo, non solo quello metrologico, ma quello reale. Entra, barcolla, le gambe non reggono l’emozione paradossale di questo momento, mentre va incontro all’altro Andrea, comprende che è morto. Massimiliano, il fratello gemello, lo ha guidato spiritualmente fino a lì. Il lumino tombale vacilla senza spazio nel cimitero di anime, che sole attendono altri spiriti in cerca di una casa eterna di pace.